Green Hill non ha chiuso, dobbiamo chiuderlo noi!

fermare green hill

Sabato 4 febbraio saremo ancora una volta in piazza a Brescia, per parlare
di vivisezione e pretendere la chiusura di Green Hill!

 

"Negli ultimi mesi è innegabile che la questione Green Hill sia cresciuta di interesse e attenzione, arrivando ad un livello di spinta mediatica e di attenzione sicuramente inaspettato.

 

Adesso chiunque conosce questo lager presente sulle colline di Montichiari, così come molti hanno potuto conoscere un mondo terribile e segreto chiamato vivisezione. I cani di Green Hill sono diventati sicuramente un simbolo, un apripista per un percorso di lotta a questo sterminio scientifico che avviene ogni giorno in almeno 600 laboratori italiani, da cui escono ogni anno 1 milione di cadaveri animali.

 

Noi non facciamo distinzioni di specie tra le vittime dei vivisettori, siano essi cani o altri animali, e uno degli obiettivi della campagna è sempre stato quello di portare alla gente e nelle piazze un messaggio antispecista. Ma ci accorgiamo purtroppo che quando una questione, un tema, uno "scandalo", diventano troppo grandi e di portata sociale allargata, diventa anche estremamente difficile far passare alcuni concetti fondamentali a noi molto cari.

 

Infatti una lotta popolare molto sentita come è questa contro Green Hill, può attrarre diversi tipi di persone, da quelle più sincere e oneste, che per fortuna sono la maggior parte, a quelle che cercano di cavalcarla per ottenere visibilità e consenso politico. E così negli ultimi mesi ci siamo trovati a dover fare i conti con politici in campagna elettorale che usano il sentimento della gente verso i cani rinchiusi a Montichiari, per pubblicità personale.

 

Avendo fatto più volte appello e pressione su diverse istituzioni che avrebbero potuto chiudere questo allevamento, sappiamo che probabilmente sarà la firma di qualche politico a dire la parola fine alla spedizione di 250 cani al mese da Montichiari ai laboratori di tutta Europa. Ma questo risultato sarà quello di un movimento e di una pressione da parte della gente, non solo degli animalisti, ma di tutti gli individui che hanno portato in piazza la propria indignazione contro questa fabbrica di cani.

 

Non sarà la vittoria di alcuni politici, che per tornaconti personali, con annunci sensazionalistici, attraverso una propaganda falsa e promesse che non verranno mantenute, si ergono a paladini degli animali solo quando può giovare ai loro interessi. Ultimamente girano falsità dannose alla causa contro Green Hill, l'ultima è stata la notizia girata su diversi media e su tutti i social network che Green Hill avrebbe chiuso.

 

Ormai sarà chiaro ai più che questo non è vero, che ancora la multinazionale Marshall continua a mandare i cani di Montichiari verso un futuro di morte e sofferenza. Molti inoltre scrivono chiedendo come adottare i cani di Green Hill. Questo accade da mesi ormai. A tutti loro viene ribadita una cosa chiara e semplice: Green Hill non ha ancora chiuso e se si vogliono salvare quei cani è necessario unirsi alla lotta e fare in modo che questo diventi realtà!

 

Una cosa che ci rallegra molto, sono le migliaia di persone nuove alle idee animaliste o antispeciste, o finora estranee ad esse, che sicuramente sono una forza di questa lotta e che hanno scoperto il trattamento riservato agli animali in questa società.

 

Uno dei nostri propositi è sempre stato infatti anche cercare di arrivare a più persone possibili con le idee antispeciste, cercando anche di far capire che l'empatia provata per il dolore e la prigionia di un cane dovrebbe essere provata allo stesso modo per tutti gli altri animali, i cui destini spesso sono anche peggiori. Purtroppo molte di queste persone non capiscono motivazioni strategiche o idee che ci animano, così come molti non avendo un retroterra non sanno cosa si sia mosso nel movimento animalista italiano negli ultimi venti anni, cosa che invece si rivela sempre più importante per portare avanti una lotta che sia efficace.

 

Il nostro compito sarà costantemente quello di informare e far comprendere meglio il messaggio antispecista che vede nella discriminazione di specie, l'apice ma anche la base per tutte le altre discriminazioni verso gli altri esseri umani. Il fermento creatosi negli ultimi mesi e la voglia di muoversi in prima persona che tanti stanno dimostrando sono sicuramente una speranza.

 

Tra scioperi della fame, presidi permanenti, tavoli informativi in tutte le città, proteste e gesti simbolici che si stanno diffondendo a macchia d'olio, l'effetto valanga della lotta contro Green Hill ormai si sta facendo sentire. Non si può nemmeno più parlare della "nostra" campagna, che avevamo lanciato nell'aprile del 2010 quando ben pochi sapevano dell'esistenza di questo lager, ma ormai di una lotta popolare a cui tutti contribuiscono a modo loro, spesso anche con modi e contenuti che sono ben distanti dai nostri.

 

Il lato negativo di questa medaglia è purtroppo il caos comunicativo, nel quale sia i media che alcuni attivisti non capiscono più chi fa cosa, chi ha scritto o detto cosa e chi ci sia dietro questa o quell'altra iniziativa. Ma, ripetiamo, questi sono i problemi derivanti dalla portata della questione, che ormai è andata ben oltre le iniziative del Coordinamento Fermare Green Hill, che hanno sempre avuto una impostazione chiaramente antispecista.

 

Noi però siamo sempre qui.

Sempre scettici su qualunque promessa.

Sempre pronti a lottare per la chiusura di quel lager.

Sempre desiderosi di porre la parola fine alla vivisezione e allo sfruttamento di tutti gli animali.

 

Sabato 4 febbraio saremo ancora una volta in piazza a Brescia, per parlare di vivisezione e pretendere la chiusura di Green Hill!"

 

Fonte ed autore Coordinamento Fermare Green Hill

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